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  • I vini delle sabbie: il Bosco Eliceo e i vignaioli che ci piacciono

    I vini delle sabbie: il Bosco Eliceo e i vignaioli che ci piacciono

    Vigne basse, piantate sulla sabbia, a pochi metri dall'Adriatico. Il terreno scricchiola sotto le scarpe come una spiaggia. Eppure da lì nasce un vino, e ha la sapidità giusta per il nostro pesce.

    Sono i vini delle sabbie: il Bosco Eliceo. Un nome che a Ferrara conoscono in pochi e che noi, da quando abbiamo aperto, versiamo volentieri. Perché viene da qui, dal nostro stesso pezzo di mondo liquido, sabbia, valli, mare, sale, e perché ci piacciono i vignaioli che lo fanno. Questa è la nostra piccola guida, raccontata da dietro al bancone.

    Perché si chiamano "vini delle sabbie"

    La denominazione si chiama Bosco Eliceo DOC ed è riconosciuta dal 1989. Il soprannome, "Vini delle Sabbie", non è poesia da etichetta: è la verità del terreno. Le vigne crescono su suoli composti fino al 95-97% di sabbia, eredità delle sedimentazioni del Po e del Reno e delle vecchie bonifiche, tra la provincia di Ferrara, il Delta del Po e la costa.

    Il nome "Bosco Eliceo", invece, viene dai boschi di leccio, gli "elci", cresciuti un tempo sui cordoni di sabbia lungo il mare.

    C'è un dettaglio che ci piace raccontare a tavola. Tante di queste viti sono "franche di piede", cioè non innestate: la sabbia rende il terreno naturalmente ostile alla fillossera, l'insetto che nell'Ottocento distrusse mezza viticoltura europea. Qui le vigne basse sono sopravvissute. Bere un Bosco Eliceo, certe volte, vuol dire bere da piante vecchie, che hanno tenuto duro dove altrove si era ricominciato da zero.

    La Fortana, l'"Uva d'Oro"

    Il vitigno di casa è la Fortana, che da queste parti chiamano "Uva d'Oro". Si coltiva da secoli. Il Consorzio fa risalire le prime testimonianze addirittura agli Etruschi di Spina, una tradizione del territorio, raccontata così da chi tutela la denominazione, più che una cronaca certa.

    E qui arriva la storia bella, quella che amiamo raccontare avvertendo subito che è una leggenda, non un fatto documentato. Si dice che la Fortana sia arrivata dalla Côte d'Or, la "costa d'oro" di Borgogna, portata a Ferrara da Renata di Francia in occasione delle nozze con Ercole II d'Este: barbatelle francesi che nei terreni sabbiosi e salmastri del Delta avrebbero trovato casa. Da lì, dicono, "Côte d'Or", "Uva d'Oro". È una tradizione, e ce la teniamo cara proprio per quello che è: una storia che profuma di corte estense, da raccontare a fine cena senza spacciarla per verità.

    Sotto la DOC stanno quattro tipologie: oltre alla Fortana, il Merlot, il Sauvignon e il Bianco del Bosco. Quattro modi diversi di stare sulla sabbia.

    Che sapore ha un vino cresciuto sul mare

    Se non li avete mai assaggiati, mettetevi nella testa una parola: sapidità. I vini delle sabbie hanno un grado alcolico contenuto, intorno ai 10,5-11%, una bella acidità e una nota leggermente salina, regalata dalla vicinanza al mare. Sono leggeri, schietti, spesso frizzanti. Profumi freschi, fruttati, a tratti floreali.

    Niente vino "importante" che zittisce il piatto, insomma. Vini che fanno il loro mestiere: ti danno sete, ti puliscono la bocca, ti fanno venir voglia del boccone dopo. Vini da trattoria, nel senso più bello.

    Perché una trattoria di pesce versa il Bosco Eliceo

    Domanda legittima: un rosso, o un frizzante "contadino", con il pesce? Sì. Ed è proprio qui che la sabbia torna utile.

    La logica è semplice, quella dei sommelier raccontata in cucina: acidità e bollicina sgrassano e bilanciano. Funziona benissimo sui piatti più ricchi del nostro mondo di valle. La Fortana frizzante è l'abbinamento d'elezione con l'anguilla, il risotto d'anguilla, per dire, dove acidità e bolla tagliano la grassezza. E quando il piatto vira sull'acido, come certi brodetti del comacchiese fatti con l'aceto, la Fortana ferma regge meglio di tanti bianchi.

    Poi ci sono i bianchi. Il Bianco del Bosco frizzante, di nuovo, con il risotto d'anguilla. Il Sauvignon del Bosco Eliceo, asciutto e un filo acidulo, con l'anguilla marinata. E come aperitivo, prima di sedersi, ci stanno tutti.

    Il filo è sempre lo stesso: la sapidità del vino che parla con la sapidità del pesce di valle. Stesso ambiente, stessa lingua. È il motivo per cui in carta, accanto ai vignaioli che giriamo a cercare, teniamo un posto per chi fa vino qui dietro.

    La novità da provare: il Fortana Rosé

    Tra le cose nuove c'è la spumantizzazione della Fortana, il Fortana Rosé. Nasce come aperitivo, ed è perfetto così, un bicchiere freddo all'arrivo, ma se la cava anche a tavola, con il pesce e le carni bianche.

    Se passate d'estate, con la luce lunga e il caldo che non molla, è il primo che vi mettiamo in mano. Bolla, colore, freschezza. Poche pretese e tanta voglia di continuare.

    Domande frequenti

    Cos'è il vino delle sabbie?
    È il modo in cui si chiama il Bosco Eliceo DOC, vino prodotto tra Ferrara, il Delta del Po e la costa su terreni fatti quasi solo di sabbia, fino al 95-97%. Da qui il soprannome.

    Che vino si beve a Ferrara?
    Il vino più di casa, dalle parti del mare, è il Bosco Eliceo: Fortana, Merlot, Sauvignon e Bianco del Bosco. Vini sapidi e leggeri, spesso frizzanti, fatti apposta per stare a tavola, e secondo noi per il pesce.

    Cos'è la Fortana?
    È il vitigno principe del Bosco Eliceo, chiamato anche "Uva d'Oro". Dà un vino fresco, sapido, spesso frizzante, oggi anche in versione rosé spumante.

    Se passate

    Il Bosco Eliceo non è un vino che ti cambia la vita al primo sorso. È meglio di così: è un vino che ti racconta dove sei. La sabbia, il mare a due passi, le valli alle spalle.

    Noi lo teniamo lì, accanto agli altri vignaioli artigianali che ci piacciono, e lo apriamo volentieri per chi ha voglia di capire da dove arriva. Se vi va di provarlo, con un fritto o davanti a un piatto d'anguilla, il tavolo è pronto. E se preferite cominciarlo da soli, in giro per i Lidi: fatelo. Anche quello, in fondo, è nuvolare.

  • Cosa ci piace questo mese: settembre a Ferrara

    Cosa ci piace questo mese: settembre a Ferrara

    Le sere si accorciano di poco. La luce si fa più bassa, più dorata. E Ferrara, dopo l'estate, si riempie di nuovo.

    Settembre è il mese che preferiamo per ricominciare. La città torna a vivere di giorno, le biciclette riprendono le strade, e in campagna è tempo di raccolto. Gli eventi di settembre a Ferrara seguono lo stesso passo: un mercato che porta l'Europa in viale, la vendemmia che profuma le sere, e sul finire del mese le valli che si risvegliano con l'anguilla. Ecco cosa ci piace.

    L'Europa in viale: il Mercato Europeo

    Dal 18 al 20 settembre 2026 torna il Mercato Europeo, L'EuropAFerrara, in viale Alfonso I d'Este. Oltre cento espositori, banchi da mezza Europa, ingresso libero.

    È una di quelle cose che ci mettono allegria: si passeggia sotto gli alberi del viale, si assaggia un formaggio che non si conosceva, si torna a casa con qualcosa di strano in borsa. Non serve un programma. Basta un pomeriggio libero e un po' di curiosità.

    Il tempo della vendemmia

    Settembre, qui intorno, è il mese in cui si raccoglie. Anche sulle sabbie del Bosco Eliceo, la DOC del litorale ferrarese, dove la vite cresce su terreni fatti quasi solo di sabbia, a due passi dal mare.

    A noi la vendemmia piace per quello che promette. Sono le mani dei vignaioli che conosciamo, le cassette piene, la stanchezza buona di fine giornata. È la parte del vino che non si vede nel calice, ed è quella a cui teniamo di più. Se volete saperne di più, vi abbiamo raccontato qui i vini delle sabbie e i vignaioli che ci piacciono.

    Le valli si risvegliano: la Sagra dell'Anguilla

    Il 26 settembre si apre la stagione che più ci somiglia. A Comacchio torna la Sagra dell'Anguilla, su tre fine settimana: 26 e 27 settembre, 3 e 4 ottobre, 10 e 11 ottobre 2026.

    L'anguilla è la regina delle valli. Nasce lontanissimo, nel Mar dei Sargassi, e passa anni nelle acque di Comacchio prima di essere pescata con i lavorieri, gli antichi sbarramenti delle valli. La stagione di pesca va da ottobre a dicembre: la sagra, in pratica, la saluta in anticipo. L'anguilla marinata tradizionale delle Valli di Comacchio è Presidio Slow Food, e vale da sola il viaggio.

    Il nostro consiglio: una domenica a Comacchio, a piedi tra i canali, e poi la sera a tavola. Il mare e le valli sono il nostro territorio liquido, e settembre è il momento in cui si fanno sentire di più.

    Nel piatto e nel bicchiere

    In cucina è un passaggio di stagione. L'estate lascia ancora qualcosa, l'autunno bussa. Paolo segue quello che arriva, giorno per giorno, e spesso i piatti migliori sono i fuori menù, raccontati a voce.

    Nel bicchiere, con l'anguilla, il territorio ha la risposta pronta: la Fortana frizzante del Bosco Eliceo. Acidità e bolla sgrassano, la sapidità del vino chiama quella della valle. Un abbinamento di casa, e ancora il nostro preferito.

    Domande frequenti

    Quando si tiene il Mercato Europeo a Ferrara nel 2026?
    Il 18, 19 e 20 settembre 2026, in viale Alfonso I d'Este. L'ingresso è libero.

    Quando è la Sagra dell'Anguilla di Comacchio 2026?
    Su tre fine settimana: 26 e 27 settembre, 3 e 4 ottobre, 10 e 11 ottobre 2026, nel centro di Comacchio.

    Che vino bere con l'anguilla?
    A noi piace la Fortana frizzante del Bosco Eliceo: la bolla e l'acidità bilanciano la grassezza dell'anguilla.

    Se passate

    Settembre è il mese in cui la città torna a casa, e noi con lei. Se passate per il mercato, per la sagra, o solo per una sera più fresca, il tavolo è pronto. Si parla di quello che è arrivato oggi, si stappa una bottiglia del territorio, si sta bene.

    Vi aspettiamo. Senza fretta.

  • Cosa ci piace questo mese: agosto a Ferrara

    Cosa ci piace questo mese: agosto a Ferrara

    Una sera d'agosto, le persiane socchiuse, l'aria che finalmente si muove. La città è più lenta, e va bene così.

    Agosto a Ferrara è fatto di due tempi. Le prime settimane sono tranquille: il centro si svuota, chi resta cammina senza fretta, e anche noi respiriamo un po' di più. Poi, sul finale, la città cambia ritmo di colpo. È il mese degli eventi di agosto a Ferrara che si accendono tutti insieme, quando le strade si riempiono di musica. Ecco cosa ci piace, questo mese.

    La città si accende: il Buskers Festival

    L'appuntamento clou arriva a fine mese. Il Ferrara Buskers Festival torna dal 26 al 30 agosto 2026 nel centro storico: musica e arte di strada che prendono possesso di vie e piazze, con la tradizionale anteprima a Comacchio nei giorni precedenti.

    È uno di quei momenti in cui Ferrara dà il meglio. Si cammina senza meta, si gira l'angolo e c'è un suono nuovo: un violino, un coro, qualcosa che non ti aspettavi. Le cose migliori, spesso, non erano previste.

    Un consiglio pratico, da chi sta in sala tutte le sere: nelle serate del festival il centro si riempie. Se volete cenare con calma tra uno spettacolo e l'altro, conviene pensarci un attimo prima. Poi tornare fuori, nella musica.

    Il richiamo del mare e dei Lidi

    Agosto, da queste parti, è anche un'altra cosa: la voglia di mare. I Lidi ferraresi sono lì a un passo, ed è il momento giusto per andarci. Una giornata in spiaggia, il rumore dell'acqua, e la sera che scende piano.

    C'è uno spirito estivo che amiamo: una notte d'estate, luci soffuse, vino fresco, una tavola da condividere. Non vi diamo programmi né date di serate al mare, quelle cambiano, e preferiamo non promettere ciò che non possiamo garantire.

    Quello che possiamo dirvi è cosa portano i Lidi nel piatto. Il pesce azzurro dell'Adriatico, sardoncini, alici, è cucina povera e identitaria insieme: fritti e poi marinati con aceto e alloro, alla maniera antica, oppure "scottadito", sulla griglia. È il sapore dell'estate sulla costa ferrarese, ed è esattamente ciò che ci piace mettere in tavola ora.

    Cosa c'è di buono ora, nel piatto

    La stagione comanda. D'estate il pesce azzurro è di casa: piccolo, saporito, onesto. Lo trattiamo con poco, un po' di fuoco, un'acidità, un'erba, perché è già buono così.

    È la materia prima che fa il piatto. Mare e valli, il nostro territorio liquido fatto di sabbia, acqua e sale. Da lì parte tutto, e a noi piace raccontarlo a voce, tavolo per tavolo.

    E nel bicchiere: un fresco del territorio

    Col caldo, il vino lo vogliamo fresco e con un po' di vivacità. Per fortuna il territorio ce l'ha in casa.

    Sono i vini delle sabbie del Bosco Eliceo, la DOC del litorale ferrarese, dove i terreni sono fatti quasi solo di sabbia. Vini di grado contenuto, buona acidità e una nota leggermente salina che arriva dal mare lì vicino. La Fortana, il vitigno principe, in versione frizzante è una di quelle bottiglie che chiediamo spesso d'estate: bolla, freschezza, niente pretese. Sta benissimo con il pesce.

    Poi ci sono i vignaioli artigianali che amiamo, i rifermentati in bottiglia, vivi e salini, da stappare senza cerimonie su un fritto. È la nostra idea di cantina: piccola, in movimento, di qui.

    Domande frequenti

    Quando si tiene il Buskers Festival a Ferrara nel 2026?
    Il Ferrara Buskers Festival si svolge dal 26 al 30 agosto 2026 nel centro storico, con la tradizionale anteprima a Comacchio nei giorni precedenti.

    Vale la pena visitare Ferrara nelle prime settimane di agosto?
    Sì, se cercate una città più lenta. Le prime settimane sono tranquille: si gira con calma, e i Lidi ferraresi sono a un passo per una giornata di mare.

    Quale vino del territorio bere col pesce d'estate?
    A noi piacciono i vini delle sabbie del Bosco Eliceo: freschi, leggermente salini, e la Fortana frizzante che con il pesce ci sta proprio bene.

    Se passate

    Agosto è il nostro mese lento e poi all'improvviso pieno di musica. Se siete in città, per il festival, per il mare, o solo per una sera senza fretta, il tavolo è pronto. Si parla del pesce di oggi, si sceglie una bottiglia fresca, si sta bene.

    Vi aspettiamo. E se ci conoscete già, sapete che la cosa più bella è quando tornate.

  • Dove fare aperitivo a Ferrara: le zone, l’atmosfera, un calice di vino delle sabbie

    Dove fare aperitivo a Ferrara: le zone, l’atmosfera, un calice di vino delle sabbie

    L'ora buona è quella in cui la luce si abbassa e la città rallenta ancora un po'. Ferrara è già lenta di suo, silenziosa, a misura d'uomo, da attraversare a piedi e in bici, ma all'aperitivo si fa proprio mansueta. Si esce, ci si siede, si aspetta che la sera arrivi. E allora la domanda è semplice: dove fare aperitivo a Ferrara, e con quale calice in mano.

    Noi delle Nuvole abbiamo una piccola idea in proposito. Vi raccontiamo le zone, l'atmosfera che cambia da una piazza all'altra, e il vino che ci piace versare quando il sole se ne va: fresco, salino, di queste terre. Niente classifiche, niente indirizzi che cambiano di stagione. Solo i posti dove ha senso fermarsi, e il perché.

    Il Listone: Piazza Trento e Trieste

    Se uno arriva a Ferrara e chiede dove si fa l'aperitivo, prima o poi finisce qui. Piazza Trento e Trieste, il Listone, come la chiamano tutti, è il cuore della vita cittadina nel centro storico, lo spazio scenografico tra la Cattedrale e il suo museo.

    È la piazza delle occasioni: ampia, frequentata, di passaggio. Lungo il fianco della Cattedrale corre la Loggia dei Merciai, e da qui parte Via Mazzini. L'atmosfera è quella del vedo-e-saluto: ci si siede e prima o poi passa qualcuno che conosci. Buono per chi vuole stare nel mezzo delle cose, con la facciata del Duomo, quel suo intreccio di romanico e gotico, a fare da fondale mentre la luce cala.

    Via delle Volte: l'aperitivo all'ombra dei vòlti

    Cambiate poche centinaia di metri e cambia tutto. Via delle Volte è la Ferrara medievale, una delle vie più suggestive della città: l'asse della "Ferrara lineare" cresciuta tra il VII e l'XI secolo. Il nome viene dai vòlti, i passaggi aerei e gli archi che un tempo collegavano i magazzini sulla riva del fiume alle botteghe verso il centro.

    Qui l'atmosfera è raccolta, un po' segreta. Pietra, mattone, ombra. Edifici trecenteschi e quattrocenteschi che si chiudono sopra la testa. È la zona giusta per un aperitivo lento, di quelli che diventano cena senza accorgersene. Meno vetrina, più conversazione.

    Zona Castello: il fossato e le quattro torri

    Poi c'è il Castello Estense, il simbolo di Ferrara: quattro torri nel fossato, mattoni rossi di cotto, balaustre bianche, ponti levatoi. Sedersi qui all'aperitivo ha un che di teatrale, l'acqua intorno, la mole che si fa scura mentre il cielo resta chiaro ancora un attimo.

    È la zona più "da cartolina", e va benissimo così: certe sere vale la pena di un calice solo per guardare la Torre dei Leoni da sotto. Da qui, volendo, ci si allunga verso il Corso Ercole I d'Este, l'asse prospettico monumentale lungo quasi due chilometri, fino alla Porta degli Angeli e all'anello delle mura, nove chilometri di verde da fare a piedi o in bici. Non è più aperitivo: è il dopo. Ma è bello sapere che c'è.

    Una chicca: l'osteria più antica del mondo

    Non resistiamo. Se l'aperitivo ferrarese ha un luogo-simbolo, è l'Enoteca Al Brindisi, accanto al Duomo, in Via Guglielmo degli Adelardi: considerata l'osteria più antica del mondo, documentata fin dal 1435 (allora Hostaria del Chiucchiolino). Nel Quattrocento ci si arrivava in barca. Più "aperitivo di territorio" di così è difficile.

    Lo citiamo con piacere, perché la generosità a Ferrara conviene a tutti: una città con un'osteria di sei secoli è una città dove l'idea stessa di fermarsi a bere un calice ha radici profonde.

    Cosa si beve: il vino delle sabbie

    E qui entriamo in casa nostra. Perché l'aperitivo, a Ferrara, può essere un gesto di territorio invece che un calice qualunque.

    A pochi chilometri dal centro, tra la provincia, il Delta del Po e la costa adriatica, nasce la DOC Bosco Eliceo, i "vini delle sabbie", chiamati così perché crescono su terreni fatti fino al 95-97% di sabbia, eredità del Po, del Reno e delle bonifiche. Il vitigno principe è la Fortana, la vecchia "Uva d'Oro" coltivata da secoli da queste parti.

    Sono vini con un'anima precisa: grado alcolico contenuto (intorno al 10,5-11%), buona acidità, e quella nota leggermente salina che arriva dal mare lì accanto. Leggeri, piacevoli, spesso frizzanti. In una parola: fatti per l'aperitivo. La sapidità della sabbia, in fondo, è la stessa cosa che cerchiamo nel pesce di queste valli, è il filo che lega la vigna alla tavola.

    Da provare, quando capita, anche la Fortana Rosé, lo spumante che il Consorzio propone proprio come aperitivo, un rosato di territorio invece del solito bianco anonimo. E se vi piacciono i vini vivi, cercate i rifermentati in bottiglia dei piccoli vignaioli del Bosco Eliceo, come quelli di Mirco Mariotti: vigne a piede franco a poche centinaia di metri dall'Adriatico, "bollicine contadine" saline e un po' selvatiche. Niente champagne. Qualcosa di più nostro.

    Il nostro aperitivo

    Noi siamo una trattoria di pesce, non un bar da piazza, ma un calice prima di sedersi sappiamo cosa significa. La cantina di Eli è "sempre in movimento", fatta di vignaioli artigianali e vini naturali, e il vino delle sabbie è di casa: lo stappiamo volentieri quando comincia la sera, magari con qualcosa di mare a portarvi dentro il pasto senza fretta.

    Se l'aperitivo nelle piazze vi mette voglia di restare, il passo dalla Fortana a una tavola di pesce è più corto di quanto sembri. Ma questa, semmai, è un'altra serata.

    Domande frequenti

    Dove si fa l'aperitivo a Ferrara?
    Le zone classiche sono tre: il Listone (Piazza Trento e Trieste), il cuore frequentato della città vicino al Duomo; Via delle Volte, la via medievale più raccolta e suggestiva; e la zona del Castello Estense, scenografica, con il fossato e le torri. Accanto al Duomo c'è anche Al Brindisi, l'osteria più antica del mondo, documentata dal 1435.

    Cosa si beve in aperitivo a Ferrara?
    Il calice di territorio è il vino delle sabbie del Bosco Eliceo: la Fortana fresca e leggermente salina, spesso frizzante, e la Fortana Rosé proposta proprio come aperitivo. In alternativa, i rifermentati in bottiglia dei piccoli vignaioli del Bosco Eliceo, vini vivi e sapidi, nati su vigne a pochi passi dal mare.

    Se passate

    Ferrara è una città che premia chi rallenta. Scegliete la piazza che vi somiglia, ordinate un calice di queste sabbie, e lasciate che la luce faccia il suo lavoro. Poi, se vi viene fame e voglia di mare, sapete dove siamo: il tavolo è pronto, senza fretta.

  • Cosa ci piace questo mese: luglio a Ferrara

    Cosa ci piace questo mese: luglio a Ferrara

    Luglio a Ferrara è la città che resta fuori fino a tardi. Le piazze si riempiono di musica, l'aria sa di sera, e a tavola si cambia passo: più crudo, più fresco, più leggero. Ecco cosa ci piace questo mese, in città e da noi.

    Se cercate cosa fare tra gli eventi di luglio a Ferrara, e poi un posto dove sedervi prima o dopo, vi raccontiamo come lo viviamo noi.

    Cosa succede in città

    Questo mese la città suona. Due rassegne tengono banco, e si incrociano nel cuore di Ferrara.

    1. Ferrara Summer Festival, i grandi concerti in Piazza Ariostea, fino al 26 luglio. Tra gli appuntamenti annunciati, gli Helloween il 18 luglio. (Le date dei singoli concerti possono cambiare: un controllo last minute non guasta mai.)
    2. Ferrara Sotto le Stelle, il festival di musica indipendente, dal 20 al 28 luglio, nel Cortile del Castello Estense e alla Delizia di Benvignante, ad Argenta. Al Castello: Ministri il 22, The Notwist il 23, Emma Nolde il 25.

    Sono due anime diverse della stessa estate: la piazza grande e il cortile del Castello. A noi piacciono entrambe. E piace l'idea di una cena prima, con calma, e poi due passi verso la musica.

    Cosa c'è di buono adesso, nel piatto

    D'estate la cucina si alleggerisce da sola. Fa caldo, e il pesce lo chiede.

    In questo periodo lavoriamo molto sul crudo e sul pesce nella sua versione più diretta: poco fuoco, materia prima che parla da sola. Tornano le ostriche mignon di Goro, un piccolo prodotto del nostro territorio, che a Paolo piace raccontare a voce.

    C'è spazio anche per il pesce azzurro: sarde e alici dell'Adriatico, la cucina povera del litorale nobilitata da una frittura ben fatta o da una marinatura all'antica, con aceto e alloro. Niente di complicato. Cose buone.

    E poi c'è il fuori carta di mare, che a luglio cambia spesso: lo decide il mercato, lo racconta Paolo al tavolo. Seppia, il suo nero, qualche crudo del giorno. Finché resta.

    E nel bicchiere

    Col pesce d'estate, il vino lo scegliamo fresco e sapido. La nostra idea del mese arriva da vicino: i vini delle sabbie del Bosco Eliceo, quelli che nascono su terreni fatti quasi tutti di sabbia, a pochi metri dall'Adriatico.

    Ci piace la Fortana Rosé, lo spumante da Uva d'Oro: nato come aperitivo, ma sta benissimo anche col pesce. In alternativa, un bianco del Bosco Eliceo, leggero e con quelle note leggermente saline che vengono dal mare. Gradazione contenuta, freschezza, bolla: perfetto per una sera di luglio.

    È il filo che ci piace di più: vino e pesce che nascono dallo stesso paesaggio liquido, fatto di sabbia, valli e sale. La sapidità che lega vigna e piatto.

    Domande frequenti

    Quali sono i grandi eventi a Ferrara a luglio 2026?
    Soprattutto due rassegne musicali: il Ferrara Summer Festival in Piazza Ariostea (fino al 26 luglio) e Ferrara Sotto le Stelle, tra il Castello Estense e Argenta, dal 20 al 28 luglio. Le date dei singoli concerti possono variare: meglio verificare sui canali ufficiali prima di partire.

    Cosa conviene mangiare in questa stagione?
    Pesce nella sua versione estiva: crudi, ostriche di Goro, pesce azzurro. E il fuori carta di mare, che cambia di giorno in giorno. Lo raccontiamo al tavolo.

    Che vino abbinare al pesce d'estate?
    Un vino fresco e sapido. A noi in questo momento piacciono i vini delle sabbie del Bosco Eliceo: la Fortana Rosé o un bianco leggero, con le loro note leggermente saline.

    Se passate

    Luglio è bello così: una sera lunga, un piatto leggero, un calice fresco, e poi la musica a due passi. Se andate a un concerto, il tavolo prima è il momento migliore della serata.

    Noi siamo qui, come sempre. Se passate, vi aspettiamo. E se ci conoscete già, sapete che la cosa più bella è quando tornate.