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  • I vini delle sabbie: il Bosco Eliceo e i vignaioli che ci piacciono

    I vini delle sabbie: il Bosco Eliceo e i vignaioli che ci piacciono

    Vigne basse, piantate sulla sabbia, a pochi metri dall'Adriatico. Il terreno scricchiola sotto le scarpe come una spiaggia. Eppure da lì nasce un vino, e ha la sapidità giusta per il nostro pesce.

    Sono i vini delle sabbie: il Bosco Eliceo. Un nome che a Ferrara conoscono in pochi e che noi, da quando abbiamo aperto, versiamo volentieri. Perché viene da qui, dal nostro stesso pezzo di mondo liquido, sabbia, valli, mare, sale, e perché ci piacciono i vignaioli che lo fanno. Questa è la nostra piccola guida, raccontata da dietro al bancone.

    Perché si chiamano "vini delle sabbie"

    La denominazione si chiama Bosco Eliceo DOC ed è riconosciuta dal 1989. Il soprannome, "Vini delle Sabbie", non è poesia da etichetta: è la verità del terreno. Le vigne crescono su suoli composti fino al 95-97% di sabbia, eredità delle sedimentazioni del Po e del Reno e delle vecchie bonifiche, tra la provincia di Ferrara, il Delta del Po e la costa.

    Il nome "Bosco Eliceo", invece, viene dai boschi di leccio, gli "elci", cresciuti un tempo sui cordoni di sabbia lungo il mare.

    C'è un dettaglio che ci piace raccontare a tavola. Tante di queste viti sono "franche di piede", cioè non innestate: la sabbia rende il terreno naturalmente ostile alla fillossera, l'insetto che nell'Ottocento distrusse mezza viticoltura europea. Qui le vigne basse sono sopravvissute. Bere un Bosco Eliceo, certe volte, vuol dire bere da piante vecchie, che hanno tenuto duro dove altrove si era ricominciato da zero.

    La Fortana, l'"Uva d'Oro"

    Il vitigno di casa è la Fortana, che da queste parti chiamano "Uva d'Oro". Si coltiva da secoli. Il Consorzio fa risalire le prime testimonianze addirittura agli Etruschi di Spina, una tradizione del territorio, raccontata così da chi tutela la denominazione, più che una cronaca certa.

    E qui arriva la storia bella, quella che amiamo raccontare avvertendo subito che è una leggenda, non un fatto documentato. Si dice che la Fortana sia arrivata dalla Côte d'Or, la "costa d'oro" di Borgogna, portata a Ferrara da Renata di Francia in occasione delle nozze con Ercole II d'Este: barbatelle francesi che nei terreni sabbiosi e salmastri del Delta avrebbero trovato casa. Da lì, dicono, "Côte d'Or", "Uva d'Oro". È una tradizione, e ce la teniamo cara proprio per quello che è: una storia che profuma di corte estense, da raccontare a fine cena senza spacciarla per verità.

    Sotto la DOC stanno quattro tipologie: oltre alla Fortana, il Merlot, il Sauvignon e il Bianco del Bosco. Quattro modi diversi di stare sulla sabbia.

    Che sapore ha un vino cresciuto sul mare

    Se non li avete mai assaggiati, mettetevi nella testa una parola: sapidità. I vini delle sabbie hanno un grado alcolico contenuto, intorno ai 10,5-11%, una bella acidità e una nota leggermente salina, regalata dalla vicinanza al mare. Sono leggeri, schietti, spesso frizzanti. Profumi freschi, fruttati, a tratti floreali.

    Niente vino "importante" che zittisce il piatto, insomma. Vini che fanno il loro mestiere: ti danno sete, ti puliscono la bocca, ti fanno venir voglia del boccone dopo. Vini da trattoria, nel senso più bello.

    Perché una trattoria di pesce versa il Bosco Eliceo

    Domanda legittima: un rosso, o un frizzante "contadino", con il pesce? Sì. Ed è proprio qui che la sabbia torna utile.

    La logica è semplice, quella dei sommelier raccontata in cucina: acidità e bollicina sgrassano e bilanciano. Funziona benissimo sui piatti più ricchi del nostro mondo di valle. La Fortana frizzante è l'abbinamento d'elezione con l'anguilla, il risotto d'anguilla, per dire, dove acidità e bolla tagliano la grassezza. E quando il piatto vira sull'acido, come certi brodetti del comacchiese fatti con l'aceto, la Fortana ferma regge meglio di tanti bianchi.

    Poi ci sono i bianchi. Il Bianco del Bosco frizzante, di nuovo, con il risotto d'anguilla. Il Sauvignon del Bosco Eliceo, asciutto e un filo acidulo, con l'anguilla marinata. E come aperitivo, prima di sedersi, ci stanno tutti.

    Il filo è sempre lo stesso: la sapidità del vino che parla con la sapidità del pesce di valle. Stesso ambiente, stessa lingua. È il motivo per cui in carta, accanto ai vignaioli che giriamo a cercare, teniamo un posto per chi fa vino qui dietro.

    La novità da provare: il Fortana Rosé

    Tra le cose nuove c'è la spumantizzazione della Fortana, il Fortana Rosé. Nasce come aperitivo, ed è perfetto così, un bicchiere freddo all'arrivo, ma se la cava anche a tavola, con il pesce e le carni bianche.

    Se passate d'estate, con la luce lunga e il caldo che non molla, è il primo che vi mettiamo in mano. Bolla, colore, freschezza. Poche pretese e tanta voglia di continuare.

    Domande frequenti

    Cos'è il vino delle sabbie?
    È il modo in cui si chiama il Bosco Eliceo DOC, vino prodotto tra Ferrara, il Delta del Po e la costa su terreni fatti quasi solo di sabbia, fino al 95-97%. Da qui il soprannome.

    Che vino si beve a Ferrara?
    Il vino più di casa, dalle parti del mare, è il Bosco Eliceo: Fortana, Merlot, Sauvignon e Bianco del Bosco. Vini sapidi e leggeri, spesso frizzanti, fatti apposta per stare a tavola, e secondo noi per il pesce.

    Cos'è la Fortana?
    È il vitigno principe del Bosco Eliceo, chiamato anche "Uva d'Oro". Dà un vino fresco, sapido, spesso frizzante, oggi anche in versione rosé spumante.

    Se passate

    Il Bosco Eliceo non è un vino che ti cambia la vita al primo sorso. È meglio di così: è un vino che ti racconta dove sei. La sabbia, il mare a due passi, le valli alle spalle.

    Noi lo teniamo lì, accanto agli altri vignaioli artigianali che ci piacciono, e lo apriamo volentieri per chi ha voglia di capire da dove arriva. Se vi va di provarlo, con un fritto o davanti a un piatto d'anguilla, il tavolo è pronto. E se preferite cominciarlo da soli, in giro per i Lidi: fatelo. Anche quello, in fondo, è nuvolare.