L'ora buona è quella in cui la luce si abbassa e la città rallenta ancora un po'. Ferrara è già lenta di suo, silenziosa, a misura d'uomo, da attraversare a piedi e in bici, ma all'aperitivo si fa proprio mansueta. Si esce, ci si siede, si aspetta che la sera arrivi. E allora la domanda è semplice: dove fare aperitivo a Ferrara, e con quale calice in mano.
Noi delle Nuvole abbiamo una piccola idea in proposito. Vi raccontiamo le zone, l'atmosfera che cambia da una piazza all'altra, e il vino che ci piace versare quando il sole se ne va: fresco, salino, di queste terre. Niente classifiche, niente indirizzi che cambiano di stagione. Solo i posti dove ha senso fermarsi, e il perché.
Il Listone: Piazza Trento e Trieste
Se uno arriva a Ferrara e chiede dove si fa l'aperitivo, prima o poi finisce qui. Piazza Trento e Trieste, il Listone, come la chiamano tutti, è il cuore della vita cittadina nel centro storico, lo spazio scenografico tra la Cattedrale e il suo museo.
È la piazza delle occasioni: ampia, frequentata, di passaggio. Lungo il fianco della Cattedrale corre la Loggia dei Merciai, e da qui parte Via Mazzini. L'atmosfera è quella del vedo-e-saluto: ci si siede e prima o poi passa qualcuno che conosci. Buono per chi vuole stare nel mezzo delle cose, con la facciata del Duomo, quel suo intreccio di romanico e gotico, a fare da fondale mentre la luce cala.
Via delle Volte: l'aperitivo all'ombra dei vòlti
Cambiate poche centinaia di metri e cambia tutto. Via delle Volte è la Ferrara medievale, una delle vie più suggestive della città: l'asse della "Ferrara lineare" cresciuta tra il VII e l'XI secolo. Il nome viene dai vòlti, i passaggi aerei e gli archi che un tempo collegavano i magazzini sulla riva del fiume alle botteghe verso il centro.
Qui l'atmosfera è raccolta, un po' segreta. Pietra, mattone, ombra. Edifici trecenteschi e quattrocenteschi che si chiudono sopra la testa. È la zona giusta per un aperitivo lento, di quelli che diventano cena senza accorgersene. Meno vetrina, più conversazione.
Zona Castello: il fossato e le quattro torri
Poi c'è il Castello Estense, il simbolo di Ferrara: quattro torri nel fossato, mattoni rossi di cotto, balaustre bianche, ponti levatoi. Sedersi qui all'aperitivo ha un che di teatrale, l'acqua intorno, la mole che si fa scura mentre il cielo resta chiaro ancora un attimo.
È la zona più "da cartolina", e va benissimo così: certe sere vale la pena di un calice solo per guardare la Torre dei Leoni da sotto. Da qui, volendo, ci si allunga verso il Corso Ercole I d'Este, l'asse prospettico monumentale lungo quasi due chilometri, fino alla Porta degli Angeli e all'anello delle mura, nove chilometri di verde da fare a piedi o in bici. Non è più aperitivo: è il dopo. Ma è bello sapere che c'è.
Una chicca: l'osteria più antica del mondo
Non resistiamo. Se l'aperitivo ferrarese ha un luogo-simbolo, è l'Enoteca Al Brindisi, accanto al Duomo, in Via Guglielmo degli Adelardi: considerata l'osteria più antica del mondo, documentata fin dal 1435 (allora Hostaria del Chiucchiolino). Nel Quattrocento ci si arrivava in barca. Più "aperitivo di territorio" di così è difficile.
Lo citiamo con piacere, perché la generosità a Ferrara conviene a tutti: una città con un'osteria di sei secoli è una città dove l'idea stessa di fermarsi a bere un calice ha radici profonde.
Cosa si beve: il vino delle sabbie
E qui entriamo in casa nostra. Perché l'aperitivo, a Ferrara, può essere un gesto di territorio invece che un calice qualunque.
A pochi chilometri dal centro, tra la provincia, il Delta del Po e la costa adriatica, nasce la DOC Bosco Eliceo, i "vini delle sabbie", chiamati così perché crescono su terreni fatti fino al 95-97% di sabbia, eredità del Po, del Reno e delle bonifiche. Il vitigno principe è la Fortana, la vecchia "Uva d'Oro" coltivata da secoli da queste parti.
Sono vini con un'anima precisa: grado alcolico contenuto (intorno al 10,5-11%), buona acidità, e quella nota leggermente salina che arriva dal mare lì accanto. Leggeri, piacevoli, spesso frizzanti. In una parola: fatti per l'aperitivo. La sapidità della sabbia, in fondo, è la stessa cosa che cerchiamo nel pesce di queste valli, è il filo che lega la vigna alla tavola.
Da provare, quando capita, anche la Fortana Rosé, lo spumante che il Consorzio propone proprio come aperitivo, un rosato di territorio invece del solito bianco anonimo. E se vi piacciono i vini vivi, cercate i rifermentati in bottiglia dei piccoli vignaioli del Bosco Eliceo, come quelli di Mirco Mariotti: vigne a piede franco a poche centinaia di metri dall'Adriatico, "bollicine contadine" saline e un po' selvatiche. Niente champagne. Qualcosa di più nostro.
Il nostro aperitivo
Noi siamo una trattoria di pesce, non un bar da piazza, ma un calice prima di sedersi sappiamo cosa significa. La cantina di Eli è "sempre in movimento", fatta di vignaioli artigianali e vini naturali, e il vino delle sabbie è di casa: lo stappiamo volentieri quando comincia la sera, magari con qualcosa di mare a portarvi dentro il pasto senza fretta.
Se l'aperitivo nelle piazze vi mette voglia di restare, il passo dalla Fortana a una tavola di pesce è più corto di quanto sembri. Ma questa, semmai, è un'altra serata.
Domande frequenti
Dove si fa l'aperitivo a Ferrara?
Le zone classiche sono tre: il Listone (Piazza Trento e Trieste), il cuore frequentato della città vicino al Duomo; Via delle Volte, la via medievale più raccolta e suggestiva; e la zona del Castello Estense, scenografica, con il fossato e le torri. Accanto al Duomo c'è anche Al Brindisi, l'osteria più antica del mondo, documentata dal 1435.
Cosa si beve in aperitivo a Ferrara?
Il calice di territorio è il vino delle sabbie del Bosco Eliceo: la Fortana fresca e leggermente salina, spesso frizzante, e la Fortana Rosé proposta proprio come aperitivo. In alternativa, i rifermentati in bottiglia dei piccoli vignaioli del Bosco Eliceo, vini vivi e sapidi, nati su vigne a pochi passi dal mare.
Se passate
Ferrara è una città che premia chi rallenta. Scegliete la piazza che vi somiglia, ordinate un calice di queste sabbie, e lasciate che la luce faccia il suo lavoro. Poi, se vi viene fame e voglia di mare, sapete dove siamo: il tavolo è pronto, senza fretta.
